Vanchiglia, braccio di ferro contro la movida selvaggia

Santa Giulia – Il sindaco Lo Russo ha incontrato a Palazzo Civico i residenti, esasperati dalla movida senza regole, e il parroco don Gianluca Attanasio, che ha ribadito: “si trovino altre zone della città per il divertimento notturno”

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Musica a palla, tamburi, urla, risse nel cuore della notte. E al mattino sporcizia ovunque. I residenti di Vanchiglia continuano a passare notti insonni nell’intera zona intorno a piazza Santa Giulia, ogni week-end presa da assalto da migliaia di giovani che si riversano per il divertimento notturno senza regole.

A distanza di alcuni mesi dal cambio di rotta sul problema della movida selvaggia da parte della nuova amministrazione comunale, gli abitanti del quartiere non hanno registrato miglioramenti.

Giovedì 5 maggio il sindaco Stefano Lo Russo, insieme alla task force di quattro assessori delegata ad occuparsi delle «politiche della notte», a Palazzo Civico ha incontrato un gruppo di residenti e il parroco di Santa Giulia don Gianluca Attanasio.

Un incontro per dialogare sulle criticità, i disagi e le possibili soluzioni a breve e lungo termine. Il sindaco ha assicurato che la questione della movida è prioritaria per l’amministrazione e che sta proseguendo il lavoro verso una soluzione strutturale. Il riferimento è al progetto di individuare luoghi alternativi, lontani dai centri abitati, da destinare al divertimento.

Ma i cittadini sono sul piede di guerra in quanto le misure immediate non hanno sortito alcun effetto e ora che si va verso l’estate, senza più alcuna restrizione per la pandemia, la situazione rischia di esplodere.

«Nulla è mutato», conferma il parroco don Attanasio della fraternità di San Carlo, «ma ho appreso con favore il fatto che il sindaco abbia convocato i residenti e il sottoscritto esprimendo in primo luogo consapevolezza sulla gravità del fenomeno».

In primo piano don Gianluca Attanasio, parroco di Santa Giulia – dietro l’Arcivescovo emerito di Torino mons. Nosiglia

Don Attanasio è soddisfatto sulla via intrapresa di soluzione a lungo termine: «mi sembra che finalmente si stia cercando di avere un progetto per affrontare il problema: ovvero trovare altre aree dove insediare attività notturne».

Alcune misure vanno in questa direzione: un’ordinanza, firmata la scorsa settimana, consente alle discoteche di rimanere aperte, da venerdì alla domenica, fino alle 5.30, orario in cui riprende il servizio di trasporto pubblico, per dare un’alternativa a chi trascorre le notti in piazza o evitare che i giovani, dopo la chiusura dei locali da ballo, si riversino nei quartieri della movida; la Giunta Lo Russo intende, inoltre, promuovere i Punti verdi d’estate con attività culturali e di aggregazione rivolte anche ai giovani; prosegue poi lo studio per trovare zone alternative da destinare al divertimento.

È sulle misure immediate che però si fonda il malcontento dei cittadini che nei week-end non chiudono occhio.

Lo Russo ha risposto che l’orientamento della Giunta è quello di estendere da 3 a 30 giorni la chiusura dei locali recidivi nel trasgredire le regole nelle aree cittadine della movida. «Una misura», ha sottolinea l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, «che andrebbe a tutelare i residenti e gli esercenti che lavorano correttamente». Il provvedimento è ora allo studio di fattibilità. Inoltre l’amministrazione ha annunciato che solleciterà il pattuglione interforze al Tavolo sulla Sicurezza.

Il sindaco Stefano Lo Russo

L’assessore Gianna Pentenero,  con delega alle politiche per la sicurezza, ha evidenziato i limiti numerici delle forze dell’ordine.

«Il problema», prosegue il parroco di Santa Giulia, «si può risolvere solo se c’è una determinazione comune tra il sindaco e il prefetto. È fondamentale portare avanti un tavolo di dialogo perché si possa andare verso una soluzione ‘vera’».

Don Attanasio è preoccupato anche sui risvolti sociali del fenomeno della movida selvaggia per le nuove generazioni: «Torino è una città universitaria, il fatto che gli studenti, fra cui quelli fuori sede, possano pensare che in alcune zone di questa città, fra cui Vanchiglia, quartiere universitario, tutto sia lecito deve interrogare le istituzioni e la società per cambiare immediatamente rotta: le ricadute negative dal punto di vista educativo sono profonde e non vanno sottovalutate».

Intanto la parrocchia Santa Giulia la scorsa settimana ha inaugurato la quarantesima edizione di «Maggio in oratorio», la storica manifestazione, che ora riprende dopo due anni di stop a causa della pandemia, organizzata, dal 1980, con un fitto calendario di iniziative sportive, musicali e culturali aperte a tutto il quartiere e alla città. Uno dei segni del polo educativo che la parrocchia da sempre rappresenta per la zona. Il sindaco Lo Russo nel pomeriggio di giovedì 5 maggio ha inaugurato i tornei sportivi consegnando le magliette ai piccoli atleti e intrattenendosi a dialogare con loro.

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