Venerdì Santo, la colletta per la Terra Santa

Aiuto ai cristiani – La colletta per la Terra Santa, che abitualmente si raccoglie il Venerdì Santo – quest’anno il 7 aprile – è un segno di solidarietà con i cristiani che, oltre a vivere i consueti disagi, devono affrontare le conseguenze del terribile sisma del 6 febbraio 2023 in Turchia, in Siria e che si è sentito anche a Gerusalemme e in Israele

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Foto Sir

La colletta per la Terra Santa, che abitualmente si raccoglie il Venerdì Santo – quest’anno il 7 aprile – è un segno di solidarietà con i cristiani che, oltre a vivere i consueti disagi, devono affrontare le conseguenze del terribile sisma del 6 febbraio 2023 in Turchia, in Siria e che si è sentito anche a Gerusalemme e in Israele: «Sono terre visitate dalla predicazione apostolica e luoghi in cui è fiorito il Cristianesimo delle origini con insigni tradizioni monastiche ed eremitiche, o scuole teologiche che hanno contribuito allo sviluppo della comprensione del mistero di Cristo» ricorda l’arcivescovo Claudio Gugerotti, neo-prefetto per le Chiese orientali, nella lettera per la colletta del giorno in cui si ricorda la passione e morte di Cristo. Papa Francesco, nella linea dei predecessori, incarica il dicastero «di ravvivare l’invito a rimanere solidali con la comunità cristiana della Terra Santa» ed esorta a «restare uniti e solidali con i fratelli e le sorelle» che vivono nei luoghi santi e continuano a testimoniare il Vangelo.

«Custodiamo la memoria storica del Cenacolo, rendendo cenacoli di preghiera e carità le nostre case e le nostre parrocchie. Rinforziamo gli spazi della basilica del Santo Sepolcro e riportiamoli alla loro luce – continua mons. Gugerotti – ma facciamo abitare i nostri cuori dall’annuncio di Cristo risorto. Manteniamo la basilica dell’Annunciazione a Nazareth». E ci sono le case delle famiglie francescane maschili e femminili e quelle di altri ordini e congregazioni, in Siria e in Turchia, che «in queste settimane sono diventate tende e riparo per gli sfollati» evidenza il prefetto che, subito dopo il sisma, era stato inviato dal Papa in Turchia e in Siria. Più in  generale in Terra Santa le congregazioni religiose «rimangono sorgenti di speranza attraverso la cura dei più piccoli, la formazione scolastica, l’accompagnamento delle madri in difficoltà, il chinarsi sugli anziani e gli ammalati, l’offrire progetti abitativi per le nuove famiglie e il creare posti di lavoro».

«Vi chiedo con il cuore che la colletta del Venerdì Santo sia generosa da parte di tutti – conclude monsignor Gugerotti -, come tanti piccoli oboli della vedova lodata da Gesù nel Vangelo».

Nella relazione sul 2022, il dicastero precisa che la colletta «è la fonte principale per il sostentamento della vita che si svolge intorno ai luoghi santi ed è lo strumento che la Chiesa si è data per mettersi a fianco delle comunità ecclesiali del Medio Oriente». La Custodia francescana, attraverso queste raccolte di denaro, «può custodire i luoghi santi – le pietre della memoria – e favorire la presenza cristiana – le pietre vive -attraverso attività di solidarietà, come il mantenimento delle strutture pastorali, educative, assistenziali, sanitarie e sociali». Ricevono aiuti Gerusalemme, Palestina, Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq. La Custodia riceve il 65 per cento della colletta, il restante 35 per cento va al dicastero che lo utilizza per la formazione dei candidati al sacerdozio, il sostentamento del clero, l’attività scolastica, la formazione culturale e i sussidi alle  circoscrizioni ecclesiastiche in Medio Oriente».

Gli oltre 9 milioni di dollari pervenuti nel 2022 sono stati usati per la formazione di seminaristi e sacerdoti (4 milioni); per le scuole del patriarcato di Gerusalemme dei Latini, della Custodia e di altre Chiese e istituti religiosi (3 milioni) e per sussidi ordinari e straordinari che contribuiscono alla vita quotidiana delle circoscrizioni (2 milioni).

La Custodia nel biennio 2021-2022 ha realizzato opere per i pellegrini e a favore di comunità locali come Ain Karem, Beit Sahour, Betania (santuario della  Casa di Marta, Maria e Lazzaro), Betlemme, Cafarnao, Emmaus e Gerico (sito del battesimo di Gesù nel fiume Giordano), Gerusalemme, Amman, Cana, Giaffa, Nazaret. Sono stati destinati aiuti anche alla Siria e a Rodi; sono stati portati avanti progetti in Libano e sono stati pagati stipendi ordinari della Custodia. In Siria e in Libano sono state sostenute 30 opere dell’associazione Pro Terra Sancta.

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