Venerdì Santo, la Colletta per la Terra Santa

Aiuto ai cristiani – La colletta «pro Terra Sancta» fu istituita da Papa Paolo VI il Venerdì Santo «per mantenere i Luoghi Santi e ogni attività pastorale, benefica, educativa e sociale per beneficare i cristiani e la popolazione». Una Pasqua celebrata in mezzo alla guerra che continua

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Jerusalem

«Dall’inizio della guerra si respira un’atmosfera di tristezza e dolore. Migliaia di civili innocenti, tra cui donne e bambini, sono morti o hanno riportato gravi ferite. Molti soffrono per la perdita della casa e dei propri cari. In tutta la regione moltissimi hanno perso il lavoro e soffrono di una grave crisi economica. Nonostante i nostri ripetuti appelli per il cessate il fuoco e per la diminuzione della violenza, la guerra continua».

È la sconsolante constatazione dei Francescani di Terra Santa. Dice padre Hibraim Faltas, egiziano musulmano convertito che si è fatto francescano: «Dobbiamo educare alla pace ma ci sono bambini sotto le macerie. Papa Francesco è l’unico a chiedere il cessate il fuoco. È l’unica soluzione perché a Gaza la gente è rimasta senza casa, senza luce, senza acqua, senza cibo, senza medicine. È veramente un inferno, un inferno». Stessa sofferenza in Cisgiordania: morti, migliaia di feriti; si vive come in una prigione a cielo aperto; Betlemme è chiusa, il turismo è bloccato, i pellegrinaggi sono fermi «e i cristiani vogliono andare via perché non c’è lavoro».

Lungo i secoli i Papi hanno rinnovato la fiducia nei figli del Poverello di Assisi; dal 1342 li hanno confermati «custodi» dei Luoghi Santi; li hanno sostenuti a livello religioso ed economico, sociale e politico; li hanno autorizzati ad aprire l’«Ospizio del Monte Sion» per malati e bisognosi e moltissime altre opere; hanno difeso i loro diritti. Lo documentano un centinaio di bolle papali; poi oltre cento decreti e lettere delle congregazioni romane.

Paolo VI, con l’esortazione apostolica «Nobis in animo sui bisogni delle Chiese in Terra Santa», di cinquant’anni fa, 25 marzo 1974, imprime una spinta formidabile in favore della Terra Santa; insiste sul bisogno di maggior cooperazione del mondo cristiano dal momento che i Francescani hanno aumentato le attività sociali e caritative, culturali e di beneficenza e i cristiani locali sono sprovvisti di mezzi; ricorda che i bisogni sono aumentati. Perciò conferma la colletta «pro Terra Sancta» da svolgere il Venerdì Santo «per mantenere i Luoghi Santi e ogni attività pastorale, benefica, educativa e sociale per beneficare i cristiani e la popolazione».

Il 10 gennaio 1455, prima della scoperta dell’America, Papa Callisto III con la bolla «Et si ex debito» permette ai frati della «Custodia» di viaggiare in vari Paesi per  raccogliere soldi. Fino all’anno scorso il messaggio era emanato dal prefetto delle Chiese orientali. Quest’anno il compito se lo è assunto la Custodia, evidentemente perché immersa nella realtà della Terra Santa sofferente. Scrive il «custode» padre Francesco Patton: «Il 7 ottobre scorso siamo stati colti di sorpresa dallo scoppio di una nuova guerra in Terra Santa: oltre a migliaia di morti, ha bloccato il flusso dei pellegrini, costringe per lunghi periodi i nostri ragazzi a non andare a scuola e quasi tutti i nostri cristiani sono senza lavoro e sono tentati di emigrare. Abbiamo bisogno della vicinanza e della solidarietà dei cristiani di tutto il mondo».

«Come frati della Custodia dobbiamo prenderci cura dei Luoghi Santi e farne luoghi di preghiera. La colletta copre una parte degli ingenti costi. Ci facciamo mendicanti per la Chiesa madre di Gerusalemme che ne ha estremo bisogno». I Frati minori della Custodia di Terra Santa da 800 anni sono presenti in questi Luoghi e sono impegnati nel sostenere le opere delle Chiese di Terra Santa.

Solo nel XX secolo i successori di Pietro hanno potuto tornare nella terra di Gesù e degli apostoli, di Maria e dei patriarchi. Paolo VI, sessant’anni fa nel gennaio 1964; Giovanni Paolo II nel Grande Giubileo del 2000; Benedetto XVI nel 2009; Francesco nel 2014.

Da due anni Papa Bergoglio rivolge al mondo accorati appelli alla pace in Ucraina e in Medio Oriente: «Penso soprattutto ai piccoli e agli anziani. La guerra e la violenza sono sempre una sconfitta: fermatevi fratelli!». Il cardinale patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa si dice «pronto a offrirmi in cambio dei bimbi in ostaggio. Ho sempre nelle orecchie il suono delle bombe, dei missili, delle sirene e le urla disperate dei feriti e della gente»

Un pensiero accoratissimo Francesco rivolge alla Terra Santa: «Continuo a seguire con tanto dolore quanto accade in Israele e in Palestina; ripenso ai tanti, in particolare ai piccoli e agli anziani; rinnovo l’appello per la liberazione degli ostaggi; chiedo che  bambini, malati,  anziani, donne e civili non siano vittime del conflitto; si rispetti il diritto umanitario, soprattutto a Gaza, dov’è urgente e necessario garantire corridoi umanitari per soccorrere la popolazione. Basta! Le guerre sono sempre una sconfitta».

Pier Giuseppe Accornero

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