Quaresima, tempo di fede

Commento alle letture della prima Domenica di Quaresima (18 febbraio) – Vangelo Marco 1,12-15

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Iniziamo questa Quaresima non certo per abitudine ma seguendo Gesù «sospinti dallo Spirito». Questa annotazione che ci riporta l’Evangelista Marco è comune a tutti i racconti evangelici che narrano le tentazioni di Gesù nel deserto. Lo Spirito era sceso su di Lui in forma di colomba sulle rive del Giordano nel Battesimo di Giovanni ed ora dopo essersi posato su Gesù lo Spirito lo sospinge, esercita quasi una tenera forza che lo conduce, lo porta non però verso un successo o una approvazione ma lo porta nella solitudine del deserto per affrontare la tentazione, la tentazione di Satana. Marco nel suo racconto essenziale non ci presenta il tenore delle tentazioni e per così dire la loro materia, ci presenta invece Gesù che stava con le bestie selvatiche servito dagli angeli come segno della perfetta comunione con il Padre e quindi della comunione con tutto il creato.

Questo anticipo di comunione sarà realizzato perfettamente e in modo definitivo dal Figlio di Dio nel segno della sua passione morte e risurrezione. Il deserto che Gesù affronta in questo racconto che introduce la nostra Quaresima è invece continuazione di ciò che è avvenuto poco prima sulle rive del Giordano quando riceve il battesimo da Giovanni mettendosi in fila con tutti i peccatori. Nel deserto di Giuda, Lui il Santo di Dio attraversa la prova e rimane fedele al progetto che il Padre gli affida e che l’Evangelista Marco pone come un ritornello nel cuore di chi lo leggo: l’essere Figlio fedele alla volontà del Padre non si rivela nelle manifestazioni prodigiose di cui è capace ma si rivela nel punto culminante del Calvario nell’espressione massima del suo servire e dare la vita.

Non può essere che così anche per noi, discepoli nel nostro cammino della vita con Dio, quello di sperimentare la sua presenza e la sua vicinanza. Il deserto, la prova, è il luogo anche per noi propizio per non allontanarci da Dio nelle nostre fatiche e nelle nostre prove ma vivere le fatiche e le prove con la fiducia che Lui ci è vicino e che non ci abbandona. Marco, Evangelista della fede, riassume tutte le tentazioni nell’unica tentazione che ci accompagna: se Dio è con noi perché non tutto va secondo le mie aspettative? Se Dio è con noi perché c’è sempre qualcosa che sembra andarmi contro? È la tentazione verso la fede e contro la fede: Satana va subito al sodo, non perde tempo perché conosce tutto di Dio ma non si fida di Lui. Molto nostri cammini anche ecclesiali, i nostri annunci, le nostre catechesi, le nostre omelie sanno molto su Dio ma non aiutano spesso a fidarsi di Lui, linguaggi che non mettono in risalto il fatto che non è quello che si sa di Dio che ci fa vivere ma quello che si ama di Dio che ci conduce attraverso la vita e anche e soprattutto attraverso i suoi deserti.

Finalmente libero dalla tentazione contro la fede nel Padre, Gesù esce dal deserto, dal deserto della sua prova e inizia la sua missione dal territorio della Galilea e come sottolinea Marco portando la Buona Notizia. Proclamando il Vangelo Gesù indica che con Lui il tempo è compiuto, davanti a noi sta il tempo della conversione e della fede. Ecco non c‘è migliore introduzione a questo tempo di Quaresima come un tempo di fede e nella fede e per la nostra fede. In questo anno che precede il grande Giubileo del 2025 siamo chiamati a vivere un anno dedicato alla preghiera, un anno più intenso per rinsaldare la nostra fede nel dialogo con Dio e nell’amicizia con Lui, per vivere la nostra adesione nel Vangelo come un tuffo nell’oceano sconfinato di Dio: ci serve ben poco ammirare il mare dalla riva, conoscere tutto del mare ma non toccare mai l’acqua o non immergersi in esso.

padre Andrea MARCHINI

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