Elezioni in Sassonia, l’appello delle Chiese tedesche: “Non resteremo in silenzio”

Comunicato – Dopo il successo elettorale di Alternative für Deutschland nelle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt, i Vescovi tedeschi, gli evangelici e «Ack», la principale piattaforma ecumenica e di cooperazione tra le confessioni cristiane, sottolineano che «il rispetto della dignità umana spetta incondizionatamente a tutti» e che seguiranno da vicino e accompagneranno con occhio critico l’operato del governo regionale

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Da sinistra Ulrich Siegmund, principale candidato alle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt per l'AfD e i co-leader federali del suo partito, Tino Chrupalla e Alice Weidel il giorno dopo la vittoria

«Esortiamo i vincitori delle elezioni a rispettare senza riserve la Costituzione regionale e la Legge fondamentale e a tutelare la dignità di tutte le persone, indipendentemente dall’origine, dalla religione, dallo stile di vita, dai meriti o dalla posizione». Dopo il clamoroso successo elettorale di Alternative für Deutschland nelle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt, i vescovi tedeschi, gli evangelici e «Ack», la principale piattaforma ecumenica e di cooperazione tra le confessioni cristiane, sottolineano che «il rispetto della dignità umana spetta incondizionatamente a tutti» e che seguiranno da vicino e accompagneranno con occhio critico l’operato del governo regionale: «Non distoglieremo lo sguardo e non resteremo in silenzio nel momento in cui la dignità umana verrà violata, la nostra democrazia messa a rischio o svuotato lo Stato di diritto. Continueremo a sostenere tutto ciò che è alla base della nostra democrazia e a contribuire alla coesione sociale. A tal fine saranno necessari luoghi di incontro, di dialogo e di comprensione».

Frontiere, accoglienza e coesione sociale: la risposta al programma dell’AfD

Contro i proclami dell’estrema destra – «Chiuderemo le frontiere. La politica delle frontiere aperte non è più finanziabile – cattolici ed evangelici affermano «È una questione da prendere sul serio» e sottolineano l’impegno delle migliaia di persone che in Sassonia-Anhalt – che fino al 1989 faceva parte della Repubblica comunista dell’Est – «si prendono cura gli uni degli altri giorno dopo giorno, si assumono responsabilità e sostengono la comunità. Vogliamo continuare a mettere in evidenza e rafforzare la loro fiducia, la loro disponibilità ad aiutare e il loro impegno». Si guarda con grande preoccupazione al risultato elettorale, soprattutto perché – secondo la diocesi di Magdeburgo, la Chiesa evangelica della Germania centrale (Ekm) e la Chiesa evangelica regionale di Anhalt – «il Land è diviso e la nostra apprensione riguarda la pace sociale e la convivenza tra le persone nella regione». L’apprensione nasce dall’impatto che «il risultato elettorale avrà sulla cultura e sull’istruzione, sulla comunità e sul volontariato, sulla diaconia, sulla Caritas e sulle Chiese, nonché sulla sicurezza interna ed esterna. Come Chiese, abbiamo una lunga storia di resilienza: abbiamo superato dittature e oppressioni, guerre e crisi. Continueremo ad aprire le porte a tutte le persone che cercano protezione e serenità, guarigione e guida nella presenza di Dio».

Le reazioni del Cardinale Marx e l’analisi del voto all’estrema destra

Per il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, «il risultato per un partito di conclamata estrema destra è terribile e deprimente, ma non è l’ultima parola. È fondamentale che la grande maggioranza del Paese si schieri apertamente e attivamente in difesa della libertà, della democrazia e dello Stato di diritto. Spetta a noi lottare per la dignità umana, il rispetto e la tolleranza, opporci con voce forte e chiara e fare resistenza quando le nostre convinzioni sono minacciate». In un editoriale sul portale della Chiesa tedesca, don Dirk Birgener, presidente di Missio-Aachen, una delle due grandi opere di cooperazione missionaria cattolica della Germania, spiega che la vittoria dell’AfD è dovuta al fatto che «le persone si sentono abbandonate. Lo Stato, i partiti politici, i settori chiave dei servizi pubblici e l’impegno civico sono spesso percepiti come assenti. Per la Chiesa in Germania, ciò solleva la questione generale del suo ruolo in situazioni simili».

Il ruolo della Chiesa e l’autocritica della politica: le parole di Friedrich Merz

Le Chiese promettono vigilanza. Il vescovo di Magdeburgo, Gerhard Feige, il pastore Friedrich Kramer e il presidente della Chiesa evangelica regionale Karsten Georg Wolkenhauer esprimono timori concreti sulle ricadute su cultura e istruzione, volontariato e servizi sociali, organizzazioni caritative e sicurezza. Richiamano la lunga storia di resilienza delle Chiese tedesche e ribadiscono l’impegno a restare aperte a chi cerca protezione, guarigione e ascolto. Don Birgener riconosce che gli sforzi della diocesi di Magdeburgo — una campagna incentrata su carità, solidarietà e dignità umana — non sono bastati a fermare l’ascesa dell’AfD, anche per la posizione di minoranza della Chiesa cattolica nella Germania dell’Est. I processi decisi dall’alto rischiano di perdere di vista la realtà: «Sono le persone sul campo a sapere se le riforme funzionano davvero». Un’indicazione che assume ancora più peso in una fase segnata da chiusure di chiese, tagli di bilancio e allontanamento dei fedeli. Le Chiese si chieodno: come riavvicinarsi a chi si sente escluso dalle istituzioni, prima che quel vuoto venga colmato da altre risposte. Una sfida che riguarda la Germania, ma che parla, non velatamente, al resto d’Europa. Fa autocritica anche il cancelliere tedesco e capo della Cdu, Friedrich Merz: «Non siamo riusciti a stabilire un contatto emotivo con la gente. Ce la possiamo fare solo se parleremo apertamente dei problemi all’interno della dirigenza».

Pier Giuseppe Accornero

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