Migranti, così funziona il sistema italiano dell’accoglienza

Intervista – Parla il presidente dell’associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) Lorenzo Trucco: non c’è emergenza, ma è una questione epocale. UE e Italia impegnate a bloccare gli arrivi. Priorità? La salvaguardia della vita

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L’immigrazione non va considerata, come spesso si crede, come un’emergenza o un evento straordinario; si tratta invece di una questione epocale, pari a quella del riscaldamento climatico, che investe la nostra società chiamando in causa la nostra capacità di tutelare i diritti fondamentali della persona. Dinanzi a una sfida di così grande portata, la politica, e non solo quella italiana, risponde con un approccio teso a concentrarsi unicamente sull’ordine pubblico e la sicurezza messi a repentaglio dall’arrivo dei migranti. Si fa strada una prospettiva allarmistica che evoca presunte invasioni del nostro continente e ci allontana dal sistema di valori fondato sulla convenzione di Ginevra e, per quanto riguarda l’Italia, su quanto enunciato dall’art. 10 della Costituzione dove si parla del diritto d’asilo».

A mettere a nudo i termini con cui viene affrontato il dramma delle persone migranti è Lorenzo Trucco, avvocato e presidente dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), da anni in prima linea nella tutela dei diritti di chi è costretto dalla miseria e dalle guerre ad abbandonare il proprio Paese d’origine. In coerenza a questo impegno l’Asgi ha di recente presentato un manifesto intitolato «Programma di riforma delle norme italiane in materia di diritto dell’immigrazione, asilo e cittadinanza» che vuole fornire un contributo di idee e proposte per un serio dibattito che nel nostro Paese è ancora quasi del tutto assente.

Immigrazione, in che modo l’Europa e l’Italia dovrebbero muoversi?

Direi che si tratta di invertire una rotta intrapresa da almeno vent’anni a questa parte. Va del tutto rivista la logica con cui si sta affrontando la questione. L’Unione europea sta perseguendo una linea volta soltanto a bloccare gli arrivi di queste persone facendo accordi con Stati che violano i diritti umani come Turchia, Libia o Tunisia. Il nostro Paese, dal canto suo, si sta dotando un armamentario giuridico incentrato in prevalenza su misure repressive, quasi incurante del fatto che la priorità resta quella della salvaguardia della vita delle persone. In definitiva oggi Europa ed Italia dovrebbero fare l’esatto contrario di quanto stanno facendo. Tutto viene ridotto al mero contrasto dell’arrivo di questa gente, per lo più non riuscendovi, senza pensare alle miserevoli condizioni di vita di centinaia di migliaia di persone, e in particolare donne e bambini, alla ricerca di una protezione dalla guerra, dalla povertà e dagli effetti, specie nel Continente africano, della catastrofe climatica.

L’intervista integrale a Lorenzo Trucco (Asgi) è pubblicata su “La Voce e Il Tempo” in edicola

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