Un’unione feconda di amore, bene, fede e carità, di cui proprio in questi giorni si celebra il 220° anniversario: un matrimonio che ha generato e lasciato un’eredità morale, spirituale e materiale di inestimabile valore, ben viva e visibile ancora oggi a Torino e nel Torinese, costituita da opere sociali, educative, culturali e urbanistiche. Era infatti il 18 agosto del 1806 quando a Parigi, alla corte di Napoleone Bonaparte, il marchese Carlo Tancredi di Barolo prendeva in moglie Giulia Colbert de Maulévrier e iniziava così una vita di coppia amara perché i due non ebbero figli, ma al contempo felice e proficua perché seppero trasformare quella delusione (vissuta come dolorosa ma all’interno di un provvidenziale disegno dell’ “imperscrutabile saviezza di Dio”) in dedizione e fare concreto per aiutare gli ultimi della scala sociale (poveri, orfani, donne carcerate, dalle quali ebbe inizio l’opera caritatevole della marchesa Giulia) e di impegno civile per Carlo Tancredi anche come amministratore pubblico. Egli, tra l’altro, fu sindaco di Torino nel biennio 1826-1827 e a lui si deve la realizzazione di importanti opere di carattere urbanistico ed economico per la città, come la costruzione del Cimitero Monumentale e la nascita della Cassa di Risparmio di Torino, di cui fu uno dei fondatori.
Giulia e Carlo Tancredi, erano due persone descritte come diverse per carattere, più impulsiva lei e riflessivo lui, ma unite da un legame profondo fatto di amore, stima e rispetto reciproco e piena condivisione delle scelte.
Oggi, tra i cimeli di quel matrimonio celebrato a Parigi 220 anni fa, in quella che fu la camera da letto della marchesa Giulia a Palazzo Falletti di Barolo a Torino, è esposto il regalo che la coppia ricevette da Napoleone, un orologio in bronzo dorato stile impero.
I marchesi di Barolo sono stati dichiarati venerabili, nel 2015 Giulia e nel 2018 Carlo Tancredi, ed attualmente è in corso la causa per la loro beatificazione.
Le spoglie mortali di entrambi riposano all’interno di Santa Giulia, ottocentesca chiesa torinese in stile neogotico edificata per volontà della marchesa di Barolo.


