«Il bene possibile in Barriera di Milano» che La Voce e Il Tempo ha raccontato negli ultimi tre anni è diventato un’appendice alla mostra sui 150 anni della stampa cattolica locale («Unioni Operaie Cattoliche», «La Voce dell’Operaio», «La Voce del Popolo», «il nostro tempo», «La Voce e Il Tempo») che sta girando parrocchie, santuari e associazioni della diocesi torinese. Domenica 21 giugno è stata inaugurata dal cardinale Arcivescovo Roberto Repole che ha celebrato la Messa nella parrocchia Maria Regina della Pace, affidata a sacerdoti della fraternità del Sermig. La mostra, con 24 pannelli che mettono in rapporto la storia del nostro giornale con i temi di oggi, è stata arricchita da altri cinque quadri con gli articoli de La Voce che raccontano i problemi di Barriera con una chiave di speranza data dall’impegno delle comunità parrocchiali nel gettare segni di bene per il rilancio del territorio di periferia, superando senso di paura e abbandono.
Tra gli articoli c’è la grande pulizia di Barriera che centinaia di giovani hanno messo in campo lungo un’intera giornata nelle scorse due estati: un piccolo gesto per instillare un cambiamento. C’è poi la preghiera delle comunità dopo due omicidi avvenuti lo scorso anno: un momento di incontro «per un dolore che chiede di non rimanere invisibile e di vincere l’indifferenza». E poi ancora il nuovo cortile dell’oratorio della Pace su corso Palermo che ha riaperto a maggio dopo i lavori di completa ristrutturazione: «un luogo dove ‘il dentro’ e ‘il fuori’ si incontrano, i diversi imparano a stare insieme, e tutti, giocando alla pace, imparano a volersi bene».
L’Arcivescovo nell’omelia ha invitato la comunità e tutto il quartiere a non avere paura: «rimanete liberi, soprattutto con la libertà di continuare a lasciarsi amare e ad amare nonostante tutto». Una libertà che diventa via contro la paura. «Quando vince in noi il timore», ha aggiunto, «smettiamo di amare; ma sarebbe la sconfitta del Vangelo, sarebbe la perdita di ciò che di più prezioso abbiamo ricevuto». «Non abbiate paura», ha esortato richiamando il brano di Mt 10,26-33, «mantenete il Vangelo e la bellezza di essere cristiani!».
Ed è proprio quello che le comunità guidate dalla fraternità del Sermig stanno mettendo al centro: «siamo semplicemente cristiani», ha detto don Andrea Bisacchi nel dare il benvenuto all’Arcivescovo insieme a don Marco Vitale e a don Alessandro Rossi, che guidano come co-parroci le parrocchie della Pace (Barriera), di San Gioacchino (Porta Palazzo) e dallo scorso ottobre anche di Gesù Crocifisso e Madonna della Lacrime (Aurora), «siamo di diverse comunità parrocchiali che stanno provando a camminare insieme. Non è sempre facile, però questo ci sprona a ripartire dal Vangelo. Viviamo in un territorio in cui non c’è bisogno di elencare le difficoltà, che sono alla luce del sole. Di fronte a ciò non vogliamo arrenderci alle pressioni e alle narrazioni che spesso i media fanno della nostra zona, non vogliamo arrenderci al giudizio, che parecchie volte ci fa un po’ impaurire e arrabbiare. L’unica, piccola, rivoluzione, che possiamo portare avanti per generare un cambiamento è quella di ripartire dal Vangelo facendo insieme il bene possibile per questo nostro amato territorio».










































